La notizia del ritrovamento di una fossa comune contenente i resti di più di 400 bambini a Lanarkshire (Scozia), data il 10 settembre dalla BBC Radio 4 e dal domenicale Sunday Post ha suscitato orrore e indignazione. Tanto più che l’istituto (l’orfanotrofio cattolico di Smyllum Park) era gestito dalle Suore della Carità di san Vincenzo de’ Paoli. Come sono andate veramente le cose lo spiega il vescovo emerito di Aberdeen, Peter Antony Moran, in una lettera a Francesco Strazzari.
Caro don Francesco,
vuoi sapere delle centinaia di cadaveri di piccoli, sepolti senza nome, in un cimitero non lontano da Glasgow.
Ecco quanto posso dirti dei fatti a mia conoscenza:
- Non si tratta di una “fossa comune”, ma di una zona (di un cimitero privato) riservata alla tumulazione dei bambini.
- Si tratta di tumulazioni separate, eseguite nel periodo che va dall’anno 1865 all’anno 1981, un periodo di più di cent’anni.
- Non si tratta di morti tenute nascoste o coperte dal segreto. L’istituto a cui appartiene quel territorio è chiuso dal 1981, ma le attuali superiore di quella congregazione sapevano che in quella zona del cimitero erano state effettuate centinaia di sepolture.
- Non vi è niente di illegale o di irregolare. Semmai, si potrebbe sollevare la questione della mancanza di documentazione.
- Se non tutti, la maggioranza dei bambini accolti in quell’istituto morirono a causa di malattie o per motivi accidentali. E questo, da quasi un secolo, cioè dal 1865 in poi. Accanto all’area in cui sono stati sepolti quei bambini ci sono anche alcune tombe di suore dell’istituto (chiuso, come abbiamo ricordato, da quasi quarant’anni). Il fatto che le tombe delle suore siano segnalate da una lapide, mentre quelle dei piccoli non hanno alcun segno, ha suscitato delle proteste (è nata da qui l’opinione che tutto sia stato avvolto dal “segreto”). Le suore che sono venute dopo (il convento – lo ribadisco – è chiuso da anni) hanno collaborato e collaborano tuttora pienamente ad un’inchiesta pubblica molto più ampia che riguarda tutti gli istituti che hanno svolto simili attività, inchiesta che è cominciata nel giugno di quest’anno.
- Quindi non si tratta di uno “scandalo improvviso” né notizie prima del tutto sconosciute.
- Le autorità legali hanno dichiarato che non c’è alcuna evidenza che porti a concludere che sia stato commesso un qualche delitto.
- Nell’anno 2004 ci fu un’inchiesta e quelle stesse persone che ora protestano allora accettarono che la questione fosse stata chiusa definitivamente.
- Dato che non era stato praticamente possibile apporre una lapide su ciascun sepolcro dei bambini, una bella lapide commemorativa in memoria di tutti è stata eretta, a spese delle suore, con l’accordo di coloro che adesso hanno rinnovato la loro protesta.
- Parlare di 400 sepolture sembra una cifra eccessiva: circa 400 bambini sono probabilmente morti nell’istituto durante i 117 anni della sua esistenza, ma una parte di essi con ogni probabilità è stata sepolta altrove.
+ Peter Antony Moran,
vescovo emerito di Aberdeen (Scozia)