Germania-Governo: la voce del mondo ecclesiale

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merz

I colloqui per la formazione del nuovo Governo in Germania stanno iniziando a fare sul serio. Dopo avere vinto le elezioni anticipate per il Parlamento tedesco lo scorso 23 febbraio, l’Unione cristiano-democratica (CDU e CSU) ha avviato colloqui esplorativi con l’SPD (Socialdemocratici, partito dell’attuale cancelliere Olaf Scholz). I colloqui si sono conclusi l’8 marzo e hanno portato a quelli per la coalizione, aperti lo scorso 13 marzo. I colloqui esplorativi avevano già definito alcuni obiettivi; ma ora si attende con apprensione di conoscere gli accordi che potranno scaturire nei colloqui per la coalizione.

L’attesa coinvolge anche le associazioni e le organizzazioni caritative cattoliche tedesche, alle quali è stato chiesto quali obiettivi ritengono prioritari, che cosa desidererebbero e che cosa invece non accetterebbero. [1]

Ognuna delle associazioni ha posto l’accento su aspetti leggermente diversi, a partire dal proprio ambito di competenza. Tutte, però, hanno sottolineato la necessità di difendere la democrazia. Stante l’ascesa dell’estrema destra e il modo in cui oggi i partiti interagiscono, si ritiene urgente cercare un compromesso, lavorare con gli altri anziché contro di loro per tutelare la democrazia in Germania. Anche gli investimenti per il futuro, che si tratti di istruzione o di sistema pensionistico, sono un tema condiviso. Si ritiene urgente affrontare il vistoso divario sociale al fine di garantire una maggiore stabilità nel Paese. Diversi aspetti della lotta al cambiamento climatico, come la sostenibilità o le riforme agricole, vengono giudicati importanti dalle associazioni, anche sotto l’aspetto economico. Di pari passo con la garanzia e la tutela dei diritti umani, in Germania, in Europa, ma anche oltre i confini.

La voce delle associazioni

La Federazione della Gioventù cattolica tedesca (BDKJ) sottolinea l’importanza di una società equa per tutti e il desiderio dei giovani di essere ascoltati e presi sul serio a livello politico. I giovani temono che le questioni per loro importanti abbiano poche possibilità di essere prese in considerazione. Essi continueranno a sostenere l’inclusione esplicita dei diritti dei bambini nella Costituzione e l’abbassamento dell’età per il voto alle elezioni federali. Le loro preoccupazioni riguardano in particolare la giustizia sociale, la lotta ai cambiamenti climatici e il finanziamento della sicurezza, tutti temi che rischiano di provocare una frattura sociale.

L’Associazione degli imprenditori cattolici (BKU) chiede un miglioramento del quadro economico attraverso la riduzione della burocrazia, una presa in carico dei problemi fondamentali e una riforma delle assicurazioni sociali. Anche se gli investimenti nella difesa e nelle infrastrutture sono necessari, il BKU si dice contrario a un debito che andrebbe a scapito delle generazioni future. Esorta le parti in causa nelle trattative a essere disponibili al compromesso per contrastare insieme l’indebolimento della stabilità sociale.

La Federazione delle Famiglie cattoliche invita la futura coalizione di Governo a impegnarsi per una politica in favore della famiglia, in particolare a sostegno delle famiglie più povere. L’eventuale nuovo debito dovrebbe essere utilizzato per investimenti a vantaggio delle generazioni future e, in vista di ciò, è indispensabile un rafforzamento del sistema educativo. I punti critici evidenziati sono la mancanza di una soluzione circa il futuro finanziamento del sistema pensionistico e l’eventuale riduzione o abolizione delle agevolazioni per le politiche familiari.

Il Movimento dei lavoratori cattolici (KAB) è preoccupato per il futuro della democrazia in Germania a causa dell’ascesa della destra estrema alle elezioni: il partito di estrema destra AfD (Alternativa per la Germania) è stato il secondo partito più votato. Il KAB domanda sicurezza sociale e uguaglianza, misure per il clima e neutralità climatica nel minor tempo possibile; chiede, inoltre, la decarbonizzazione dell’economia, dei trasporti, dell’edilizia e dei consumi. Sottolinea la necessità di maggiori finanziamenti e standard nazionali in materia di istruzione e domanda il sostegno alle organizzazioni della società civile – indispensabili per una democrazia effettiva – che suona come una critica all’interrogazione parlamentare dell’Unione sul finanziamento pubblico delle ONG.

Il Movimento cattolico rurale tedesco (KLB) ritiene che una giusta trasformazione socio-ecologica sia un fattore chiave per il futuro. «Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità mettono in pericolo la vita e la pace sulla terra in modo molto più grave di quanto si possa immaginare». Oltre a concentrarsi sulla sostenibilità, si ritiene necessaria una svolta nella mobilità per incoraggiare le persone a cambiare i loro comportamenti. Il KLB critica la mancanza di attenzione verso le aree rurali, le loro infrastrutture e la gente che vi abita, elemento essenziale per il rafforzamento della democrazia. Ribadisce la necessaria trasformazione dell’agricoltura e delle politiche agricole che era tra le promesse elettorali, ma che è stata successivamente trascurata.

La Kolping Society Germany apprezza l’ambizioso calendario per i negoziati di coalizione e l’approccio che prevede di rendere disponibili sin da ora le risorse finanziarie per affrontare investimenti a lungo trascurati, in quanto vede urgente la stabilità. Tuttavia, il rilancio dell’economia non dovrebbe andare a scapito della salvaguardia del clima, della sostenibilità e dei diritti umani lungo tutta la catena di approvvigionamento. Nel complesso, essi affermano che «la futura sostenibilità dipende da politiche favorevoli alla famiglia e da programmi di sicurezza sociale affidabili», che comportano una serie di riforme diverse (ad esempio, quella del sistema pensionistico).

L’organizzazione di aiuto allo sviluppo Misereor critica la mancanza di uno sguardo verso l’estero. La migrazione è stata uno dei temi principali della campagna elettorale, ma non si è fatta menzione della situazione nei Paesi da cui le persone partono. Sono necessarie la cooperazione internazionale, la volontà di difendere i diritti umani e la sostenibilità. Misereor ritiene che Germania ed Europa debbano rafforzare la politica estera, le politiche umanitarie e lo sviluppo per garantire il futuro.

L’Associazione dei cattolici nell’economia e nell’amministrazione (KKV) non ha formulato richieste. Ha invece espresso disappunto per i dibattiti e gli accordi raggiunti dopo le elezioni del 23 febbraio. I vecchi schemi di pensiero e i comportamenti che riemergono vanno abbandonati per proteggere e rafforzare la democrazia.

Una Chiesa che interloquisce con la politica

Dopo che la lettera delle Chiese sulla politica migratoria aveva suscitato scalpore in campagna elettorale, il presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) per le questioni sociali, il vescovo di Hildesheim Heiner Wilmer, ha sostenuto la necessità di una Chiesa che non abbia timore di interloquire con la politica. In un’intervista rilasciata a katholisch.de [2], ha affermato che un modo per riavvicinare le persone che si sono allontanate durante la campagna elettorale è trovare una «cultura del confronto» costruttiva. Anche se non siamo d’accordo, dovremmo evitare attacchi personali e riflettere sulle motivazioni che ci hanno portato a formare le nostre opinioni.

Il suo augurio per il nuovo Governo è quello di una maggiore solidarietà. La Chiesa può essere di aiuto al Governo nel perseguire questo obiettivo, a patto però di non voler dare lezioni o presumere di saper fare sempre meglio degli altri. Dovrebbe invece sostenere i rappresentanti eletti e mantenere una distanza critica per aiutare a includere tutti, coloro che sono al centro ma anche chi è relegato ai margini. Ribadisce che la Germania, in quanto Paese ricco e sviluppato, ha una responsabilità e deve rivolgere la sua attenzione anche all’estero.

Non esprime un giudizio sulla complessa questione della migrazione e sulla possibilità che la Germania respinga i migranti al confine. «Il nostro cuore è grande, ma le nostre capacità sono limitate». È necessaria una visione realistica della situazione e sul reperimento delle risorse. È importante che la Chiesa denunci l’ingiustizia, sia nel discorso pubblico sia attraverso il suo impegno caritativo e sociale. La sua raccomandazione finale per i giorni a venire è chiara: «Meglio agire che parlare».


[1] Koalitionsverhandlungen gestartet: Das wünschen sich Kirchenvertreter – katholisch.de

[2] Bischof Wilmer: Als Kirche nicht den moralischen Zeigefinger heben – katholisch.de

 


Germany’s Coalition Talks Meet Hopes of the Church

The government talks in Germany are starting to get serious. After the Christian Democratic Union (CDU and CSU) won the advanced election for Germany’s parliament on 23. Feb, the Union initiated exploratory conversations with the SPD (Social Democrats, party of current chancellor Olaf Scholz). These talks were concluded on Mar. 8., leading to coalition talks that started Mar. 13. While the exploratory talks already set a tone for certain goals, the specific agreements of the coalition discussions are awaited with suspense.

Anticipation also fills German catholic charities and associations that were asked beforehand what they would consider urgent tasks, what they would like to see, and what they would consider a No-Go. [1]

The different associations all put a slightly different emphasis based on their respective field of expertise. However, they all highlight the need to protect democracy. With the rise of the extreme right and the way the parties interact with each other, a look towards compromise, towards working with instead of against each other to protect the democracy in Germany is necessary. Investments into the future, whether it be education or the pension system, are another common issue for the associations. The visible social divide in the country needs to be addressed to gain social stability. Different areas of climate action, such as sustainability but also agricultural reforms – also from an economic standpoint – are important to many. They go hand in hand with securing and protecting human rights, in Germany, in Europe, but also beyond the borders.

The Federation of German Catholic Youth (BDKJ) raises the importance of a fair society for all and the desire of young people to be heard and taken seriously in politics. They suspect that issues that are important to them have little chance of being implemented but they will continue to advocate for children’s rights’ explicit inclusion in the constitution and a lowering of the voting age in federal elections. Concerns surround social justice, climate action, and financing of security – all topics that could lead to a social divide.

The Association of Catholic Entrepreneurs (BKU) advocates for a better economic framework that requires a reduction in bureaucracy, a tackling of fundamental problems, but also a reformation of social insurances. Even though investments into defence and infrastructure are necessary, the BKU takes a stand against a debt that would be at the expense of future generations. They ask the discussing parties to be open to compromises to work together against a weakening of social stability.

The Family Federation of Catholics asks that the coalition strive for family-friendly politics, especially to support poorer families. The possible new debt should be used for investments that will pay off for future generations and in turn consider a strengthening of the education system as indispensable. Critical points are a missing solution concerning the future funding of the pension system and a possible reduction or abolition of family policy benefits.

The Catholic Workers’ Movement (KAB) worries about the democratic future of Germany due to the rise of the extreme right during the election – the right-extremist party AfD (Alternative for Germany) was the second strongest party. The KAB stresses social security and equality, climate action, and climate neutrality as soon as possible, with decarbonisation as the goal for economy, traffic, construction, and consumption. They also emphasize the need for more funding and nationwide standards regarding education, as well as the support of civil society organisations as they are necessary for a vibrant democracy, which can be read as criticism of the Union’s question in parliament to the state-funding of NGO’s.

The Catholic Rural People’s Movement (KLB) sees a just social-ecological transformation as a key factor for the future. “Climate change and the loss of biodiversity endanger the life and peace on earth stronger than imaginable.” In addition to a focus on sustainability, a turnaround in mobility is necessary to encourage people to change their behaviour. The KLB criticizes the missing look towards rural areas, its infrastructure, and its people which hold weight for the strengthening of democracy. They reiterate the needed transformation of agriculture and agricultural policy that was included in the campaigns but was recently overlooked.

The Kolping Society Germany welcomes the ambitious timetable for the coalition negotiations and the approach to make financial resources available now to tackle long-neglected investments as they see the urgent need for stability. However, economic revitalisation should not be at the expense of climate protection, sustainability, and human rights along the supply chain. Overall, they say that “future viability depends on family-friendly policies and reliable social security systems,” which caries a range of different reforms (e.g. pension system).

The development aid organisation Misereor criticises the lack of an outward look. While migration was one of the main topics in the campaign, there are no mentions of the situation in the countries that people are leaving. International cooperation and the will to defend human rights as well as sustainability are necessary. Germany and Europe need to strengthen foreign policy, humanitarian affairs, and development to secure a future, according to Misereor.

The Association of Catholics in Business and Administration (KKV) did not formulate any demands. Instead, they expressed disappointment wit the debates and agreements since the election on Feb. 23. The old thinking patterns and behaviours, that have resurfaced, need to cease to protect and strengthen the democracy.

After the churches’ letter on migration policy caused a stir during the election campaign, Chairman of the Commission of the German Bishops’ Conference (DBK) for societal and social issues, the Bishop of Hildesheim, Heiner Wilmer, argues in favour of a political church. In an interview with katholisch.de [2], he states that a way to reunite the people that drifted apart during the campaign lies in finding a constructive “fighting culture”. While we disagree, we should not attack each other personally and should look at the reasoning behind arriving at our opinions.

His wish for the new government is greater solidarity. The church can help the government in this but should not preach or act as if they know better. Instead, they should support the elected officials and keep a critical distance to help include everyone, the people at the centre but also those pushed to the outskirts. He reiterates that Germany, as a wealthy and developed country carries a certain responsibility and should turn its focus outside too.

He does not form a judgement on the complex issue of migration and the possibility that Germany turn away migrants at the border. “Our heart is big, but our abilities are limited.” A realistic view of the situation and the recouperation of sources are necessary. As the church, it is important to speak out against injustice, both in public discourse and in charitable and diaconal work. However, his final reminder for the times ahead is: “Action is better than talk.”


[1] Koalitionsverhandlungen gestartet: Das wünschen sich Kirchenvertreter – katholisch.de

[2] Bischof Wilmer: Als Kirche nicht den moralischen Zeigefinger heben – katholisch.de

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